Sito in costruzione

 

 

Ho iniziato a scrivere Case basse nell’estate del 1997.

Durante una passeggiata in pineta ascoltai il suono dei calabroni. Quel suono conteneva tutte le figure, i paesaggi e le forme del tempo presenti nel testo. Dopo averlo terminato ho perduto volontariamente la sua chiave di scrittura. I primi quattro testi sono stati pubblicati a Bologna nel settembre 1997 nei Quaderni del Masaorita.

All’inizio del mese di maggio 2019 ho ricominciato a scrivere Case basse.

Quasi casualmente, percorrendo la strada per il mare, ho sentito di nuovo quella particolare forma dell’esistenza che avevo attraversato ventidue anni prima.

È stata proprio la forma ad imporsi, l’andare e il tornare dei gesti quotidiani in una realtà vicina o lontana che continua. In questi casi la memoria e il tempo agiscono come una delle parti, quanto i volti e le parole che si incontrano.

Il ritmo e le figure umane, il mare e il litorale, il tempo che va e viene, apre e (non) chiude le porte, sono gli stessi, seppure modificati dai ricordi. Così la guerra, i teli da bagno, le case basse della riviera, la ghiaia del greto, la sospensione, la filosofia (presente in una certa misura, anche se inciampa) il buio e altro. 

 La particolarità di Case basse nel mio lavoro poetico la devo alla fascinazione che ho sempre avuto per Jules Maigret. Questa forma di poesia è sentita e vissuta identificandomi con la sua circospezione, assumendone le movenze, gli sguardi, i pensieri pigri lenti indiretti che accennano ai sentimenti e ai loro segreti. 

Senza i passi di Maigret non avrei scritto Case basse né Case basse dopo.  

Carlo Antonio Gobbato

______________________________________________________

 

Carlo Antonio Gobbato è nato a Latisana (Udine).

Di formazione accademica giuridica e sociologica, è dottore di ricerca in criminologia e lavora come dirigente sociologo nella pubblica amministrazione.

Ha vissuto per molti anni a Bologna dove ha avuto intensi rapporti con Roberto Roversi, Gianni Scalia, Corrado Costa, Patrizia Vicinelli, Lino Rossi, successore di Luciano Anceschi nella Cattedra di Estetica, Marzio Marzaduri, Gianroberto Scarcia e con diversi gruppi di poesia.

Di quel periodo sono le seguenti pubblicazioni:

Urne timbriche, Bologna, 1988; La tela di giorno, Bologna 1991; Numinoso un'altra volta e Lettera a Paul Celan, in Fuoricasa, Book Editore, Bologna, 1994; Case basse, Quaderni del Masaorita, Bologna, 1997.

Alla fine degli anni novanta ha smesso la pratica di poeta pubblico, continuando a scrivere privatamente.

Parte dei suoi ultimi testi sono stati pubblicati da ebookpoetry, Sasso Marconi (Bologna) sia in volumi interamente realizzati a mano che in formato ebook e audio:

Poesia inAudita - Lettere, 2018; Non così lontano, 2018; Case basse, 2019, nuova edizione con varianti formali alla prima pubblicazione del 1997; Case basse dopo, 2020; Case basse e Case basse dopo unica edizione, 2020; Cascàmi, 2020; Verdi, 2021; Nel mese silenzioso, 2021.

Fa parte del Comitato d'Onore della Fondazione Giorgio Bassani.

______________________________________________________

 

Versione sfogliabile:

https://www.sfogliami.it/fl/208026/5mym4ch8qt35nk6191j7rvugn735czq

 

Versione epub:

https://www.amazon.it/dp/B099SCWMQF